PEZZI
(Foto Herta Scarascia)
Volte e mezza, con un sorriso sul mio viso, la disperazione è
stampata all'interno.
Nel mondo dell’ombre,
de dolore e de paura, la maggior parte delle cose che provocano nausea
(sartreani), sono benvenuta, ma messo fuora, nello spettro solitario del
pomeriggio di rami e di sole già sbiadito.
E così mi aggrappo al dogma, riti umani, chiamati
sovra-umani, in un limbo di luce/l'ombra e di dubbia fede.
Non me trovo teorica, ma lontana, irraggiungibile ... e
migliaia di volte incostante.
Insisto sul fatto che io vedo.
Sì, io guardo dentro e io vedo un fantasma, progettato sul
una serata dimenticata che insiste per non dormire.
Qualcosa di vago, che vive tra l'oscuro delle buio derivante
di uno esistenzialismo in ritardo, bloccato per la mancanza di sogni!
La donna che vive a me sta lontana. E in questo luogo, lei invia messaggi
urgenti, scrive lettere di liberazione, e urla tra i calci e silenzio.
Le parole... ah... sono scarabocchi che vengono letti e sono
dimenticati.
Sono tutto come un ospizio della sua follia, perchè lei non
vede chiarezza in si stessa, ma qualcosa di molto più potente.
C'è una forza, un impulso che la induce a liberarsi di
questo dramma... assurdo e patetico.
Forse... non lo sai..
in altri paesaggi - piano, piano, dove si può vedere un pó di tutto e un
pó di niente - l'essenza della vita - che da sola basta.
(Herta Scarascia - due mille e qualcosa)

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